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Ambiente ed Ecologia
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Venerdì 27 Gennaio 2012 21:41 |
 Comunicato Stampa

Salviamo il Parco nazionale del Vesuvio
Il Movimento “cittadini per il Parco” chiede ai Sindaci i cui comuni hanno, in tutto o in parte, il loro territorio all’interno dei confini del Parco nazionale del Vesuvio, di assumersi le loro responsabilità, in quanto membri della “Comunità del Parco”, e di non far cadere la prospettiva di sviluppo agricolo, turistico, del terziario, che è intimamente connessa al progetto di tutela e salvaguardia che il Parco rappresenta.
Tutela e sviluppo sostenibile sono gli obiettivi istituzionali dell’ente Parco, ma non potranno mai essere perseguiti senza una fattiva collaborazione e una stretta cooperazione tra gli enti locali e tra di essi e l’ente Parco. Queste ed altre riflessioni sono contenute nella “lettera aperta ai Sindaci del Parco nazionale del Vesuvio” che sarà affissa, in forma di manifesto, a partire da venerdì 27 gennaio, nei 13 comuni del Parco, e ulteriormente diffusa a mezzo stampa e su internet.
Rivolgiamo un appello a tutti gli operatori della informazione affinché ci aiutino a diffonderne il contenuto. In allegato il testo della lettera.
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Ambiente ed Ecologia
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Venerdì 27 Gennaio 2012 21:37 |
 Fonte: Swissinfo, L'informazione Svizzera nel Mondo http://www.swissinfo.ch/ita/index.html
Di Andrea Tognina, Saline Joniche, swissinfo.ch
La SEI, un’azienda italiana controllata dalla svizzera Repower, vuole costruire una centrale a carbone a Saline Joniche, in Calabria. Il progetto suscita molte discussioni, in Italia e in Svizzera.
«Siamo in arrivo a Saline di Reggio». Il treno si ferma davanti a una piccola stazione a un centinaio di metri dalla spiaggia. Vicino all’ingresso qualcuno ha scritto con lo spray «No al carbone».
Saline, frazione del comune di Montebello Jonico, è un paese di circa 3000 abitanti, fra il mare e le alture dell’Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria. Fa parte dell’area grecanica, un gruppo di comuni calabresi affacciati sullo Jonio in cui, almeno in passato, si parlava un dialetto greco.
Investimento miliardario
Qui la SEI s.p.a., una società con sede a Milano, progetta la costruzione di una centrale termoelettrica a carbone. La SEI è controllata al 57% dalla multinazionale svizzera dell’energia Repower, con sede a Poschiavo, nel canton Grigioni.
La centrale sorgerebbe in un’area industriale dismessa. L’investimento previsto è di circa 1,5 miliardi di euro. Il progetto, oltre alla creazione di alcune centinaia di posti di lavoro, compreso l’indotto, promette la riqualificazione dell’area e la sistemazione del porto di Saline.
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Ambiente ed Ecologia
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Venerdì 27 Gennaio 2012 21:34 |
 Fonte: Green Style http://www.greenstyle.it
Silvana Santo
L’inquinamento luminoso non è soltanto un danno per chi ama osservare il cielo stellato. Oltre a creare problemi alla fauna locale, potrebbe essere responsabile di gravi malattie e, paradossalmente, aumentare il rischio di incidenti stradali. La denuncia arriva dal presidente dell’associazione CieloBuio, attiva da anni per proteggere l’oscurità notturna dall’eccesso di illuminazione.
In una intervista all’agenzia Adnkronos, Fabio Falchi spiega che nell’ultimo secolo l’illuminazione pubblica in Italia è cresciuta fino a livelli molto intensi, talmente significativi da creare diversi problemi ambientali. Prima di tutto ci sono gli impatti sulla fauna selvatica.
Alcuni uccelli che sopravvivono nascondendosi dalle specie predatrici, ad esempio, sono messi in grave pericolo dalla carenza di zone buie, e sono noti i problemi di orientamento che l’eccesso di luce sulle zone costiere crea alle tartarughe marine. Ma anche la salute dell’uomo è a rischio per via dell’illuminazione troppo intensa:
È stato scoperto un nuovo sensore dell’occhio che regola il nostro orologio interno e la produzione di melatonina – spiega Falchi – L’esposizione, anche breve, alla luce artificiale interrompe la produzione notturna di questo ormone.
Secondo alcuni studiosi israeliani, precisa il presidente di CieloBuio, questa carenza di melatonina durante la notte potrebbe addirittura essere legata all’incidenza del cancro. Un rischio ancora da verificare, ma l’International Agency for Research on Cancer ha riconosciuto che il lavoro notturno, con l’alterazione dei ritmi circadiani, può essere considerato uno degli agenti probabilmente cancerogeni per l’uomo.
Le ragioni per ripensare in modo più sostenibile i sistemi di illuminazione delle nostre città non mancano. Tra l’altro, l’inquinamento luminoso potrebbe addirittura essere responsabile di un aumento degli incidenti stradali e della loro gravità. Un vero e proprio paradosso, che potrebbe dipendere dal fatto che la maggiore sicurezza dovuta alle luci sembrerebbe indurre gli automobilisti a comportamenti meno prudenti.
Proprio su questo tema, in Francia è stato realizzato un esperimento che ha dato buoni risultati: il numero di incidenti è aumentato meno rapidamente nei tratti in aperta campagna (+12%), tipicamente più bui, che in quelli urbani molto illuminati (+42%). Anche la gravità dei sinistri nelle aree piene di luce è risultata maggiore.
Se qualcuno pensa che la diffusione delle lampade a Led possa rappresentare una soluzione al problema dell’inquinamento luminoso, Falchi ha diverse argomentazioni per sostenere il contrario: la luce bianca e azzurra prodotta dai diodi, secondo l’astrofilo, è proprio “la più pericolosa e inquinante”:
Si tratta di una tecnologia ancora in divenire – sottolinea il presidente di CieloBuio – Potrebbe essere ideale per le città del futuro, una volta che la luce blu emessa sarà sostanzialmente diminuita. Importante capire che una giusta illuminazione non dipende dalla quantità dei punti luce ma dalla qualità”.
Fonte: Adnkronos
Ringraziamo per la segnalazione: http://www.gevam.it |
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Ambiente ed Ecologia
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Venerdì 27 Gennaio 2012 21:21 |
 "Finalmente sono sanciti da un decreto legge pubblicato nella Gazzetta Ufficiale quali sono i criteri di vera biodegradabilità dei sacchetti di plastica". Legambiente commenta l’entrata in vigore del decreto legge n.2 del 25 gennaio 2012 'Misure straordinarie e urgenti in materia ambientale' che all’art.2 aggiorna il divieto entrato in vigore dal 1 gennaio 2011.
di Legambiente - 27 Gennaio 2012

Sono ora sanciti da un decreto legge i criteri di vera biodegradabilità dei sacchetti di plastica
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Attività culturali
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Venerdì 27 Gennaio 2012 20:59 |
 
L'Italia si sta svegliando. O così potrebbe sembrare osservando ondata di proteste, manifestazioni, scioperi. Prima il Movimento dei Forconi in Sicilia, poi i taxisti a Roma, poi i camionisti e ora le diverse categorie. Tutti in piazza contro qualcosa. Spesso con ragioni e sentimenti e necessità più che condivisibili.
Ma da questi fermenti può nascere un vero e autentico cambiamento? O siamo fore di fronte alla riedizione di moti e momenti giù vissuti più volte nello scorso secolo? E se così fosse, non potremmo e dovremmo cercare nuove vie al cambiamento?
Iniziare da un percorso di proposta, da un incontro tra le istanze dell'individuo e quelle della comunità, dal provare a cominciare dal noi, prima che dal loro, dal me, prima che dal te.
Cambiare, cambiare, cambiare... Questa parola, nell'anno della fine dei calendari, è più abusata che mai.
Ma cambiare cosa? Andare verso cosa? Per responsabilità di chi?
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Smaltimento rifiuti
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Giovedì 26 Gennaio 2012 21:50 |
COMITATO NO ALLA DISCARICA
A BATTIPAGLIA
SABATO 28 GENNAIO ore 18.00
Battipaglia - Palazzo di Città - Sala Conferenze
Di rifiuti si muore!
dalle discariche agli inceneritori:
i rischi e le contraddizioni
Intervengono:
Prof. Antonio Marfella, Dirigente Responsabile della SSD di Farmacoeconomia dell’IRCCS Fondazione “Sen. G. Pascale”
Prof. Giuseppe Comella, Primario di Oncologia medica e Capo del dipartimento di Terapia medica dell'Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli
Modera:
Dott. Mario Codanti, Comitato "No alla discarica a Battipaglia"
A margine del convegno sarà esposta una mostra fotografica in 3D a cura di
Benedetto Battipede sulle discariche presenti sul territorio.
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Ambiente ed Ecologia
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Giovedì 26 Gennaio 2012 21:44 |
 Il TAR Campania di Napoli RESPINGE la class-action presentata dalla Federconsumatori Campania area metropolitana di Napolie dai cittadini vesuviani per denunciare i disservizi della EAV S.p.A. e della Circumvesuviana.
Peccato! Onore al Comitato Cittadino di Boscotrecase e Federconsumatori che almeno ci hanno provato a difendere i diritti di tutti coloro che si servono dei mezzi pubblici e usano la Circumvesuviana.
Leggi la sentenza nel corpo dell'articolo.
Fonte: http://vesuvionline.ilcannocchiale.it/
VesuvioTV.it
la webTv di vesuvionline
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Ambiente ed Ecologia
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Giovedì 26 Gennaio 2012 13:53 |

24/1/2012 - Salvaguardando l'ambiente si costituiscono economie più solide, si riducono i rischi per la salute, si raggiunge un equo e diffuso benessere
Cosa faremo nel 2012? Continueremo a promuovere la cultura ambientale, con una costante attività istituzionale educativa e formativa rivolta a decisori, operatori, amministratori, cittadini.
Continueremo a promuovere l’aumento della tutela di habitat e specie e della biodiversità in generale, il miglioramento della qualità delle aree protette esistenti, la riduzione del consumo dei suoli, il completo recupero e riutilizzo dei rifiuti, l’eliminazione degli sprechi. Ecco le parole d’ordine WWF per il 2012.
Non solo. Proseguiremo a profondere il nostro impegno nella promozione di una economia basata sul lavoro qualificato delle persone, sull’energia rinnovabile, sul recupero del patrimonio edilizio esistente, sul
riassetto idrogeologico, sulla forestazione, sulla qualità dei prodotti e sul giusto prezzo degli stessi.

Per fare ciò abbiamo definito un Programma 2012 (tramite metodi di pianificazione del WWF Internazionale) che prevede obiettivi a lungo termine coerenti con la nostra mission. Manterremo aperte e fruibili, con le adeguate accortezze, le 130 Oasi che fanno parte del sistema WWF. In questi ultimi quindici anni il territorio è stato imbruttito e degradato. In occasione della Festa delle Oasi della prossima primavera raccoglieremo fondi per acquisire delle aree naturali a rischio e restituirle alla fruizione della comunità.
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Smaltimento rifiuti
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Giovedì 26 Gennaio 2012 13:50 |
 Dall'Ue ok condizionato al piano rifiuti Campania, se funziona niente multe
A giugno stop a procedura infrazione.
Soddisfazione di De Magistris e del governatore Caldoro
Il commissario Ue all'Ambiente, Janez Potocnik, ha dato altri cinque mesi di tempo all'Italia per dimostrare concretamente che il nuovo piano di gestione dei rifiuti in Campania funziona. Se di qui a giugno il calendario di attuazione delle diverse misure del piano ('cronoprogramma) verrà attuato puntualmente, Bruxelles rinuncerà a portare avanti la procedura d'infrazione che sta preparando contro l'Italia per non esecuzione della sentenza della Corte europea di Giustizia del 4 marzo 2010. E' il risultato dell'incontro del commissario, questo pomeriggio a Bruxelles, con il ministro dell'Ambiente Corrado Clini e con la triade delle massime autorità locali (il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, il presidente della Provincia Luigi Cesaro e il governatore della Campania Stefano Caldoro). De Magistris, Caldoro e Cesaro hanno espresso tutta la loro soddisfazione. Nel frattempo, ha precisato Potocnik in una conferenza stampa insieme a Clini al termine dell'incontro, la Commissione comincerà a sbloccare una parte dei fondi Ue di coesione per lo sviluppo regionale che erano stati congelati, proprio in attesa del nuovo piano. Bruxelles, tuttavia, ha puntualizzato il commissario manterrà un controllo stretto sull'uso di questi finanziamenti, che dovrà essere coerente con le priorità stabilite dalla 'gerarchia' fra i modi di gestione dei rifiuti stabilita dalle norme comunitarie (prima prevenzione, poi riuso, quindi riciclaggio nelle varie forme, compreso il compostaggio, poi incenerimento con recupero di energia e infine, come ultima soluzione quando è davvero inevitabile, messa in discarica). Che non si tratti affatto di un semplice rinvio, o di assegno in bianco all'Italia, Potocnik lo ha chiarito subio: "L'Italia - ha detto - non ha ancora applicato la sentenza della Corte Ue", che aveva condannato le autorità competenti per la gestione fallimentare di rifiuti che aveva messo in pericolo la salute umana e l'ambiente a Napoli e in Campania. "La situazione - ha aggiunto Potocnik - non è ancora stabile, e noi stiamo continuando a preparare il nuovo ricorso", che comporterebbe la richiesta di cospicue multe giornaliere da pagare per tutta la durata della violazione del diritto comunitario, fin dalla prima sentenza. Il commissario, tuttavia, ha definito il nuovo piano inviato a Bruxelles il 16 gennaio come "un passo avanti importante", e si è detto anche "incoraggiato" dal fatto dall'impegno dimostrato con la loro presenza oggi a Bruxelles di tutte le autorità competenti, nazionali e locali.
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